La mostra è inclusa in OTP — Orizzonte Terzo Paradiso.
L’esposizione desidera rendere omaggio al rapporto di Alighiero Boetti con Vernazza, avendo avuto dal 1965 fino agli inizi degli anni Ottanta una casa a San Bernardino.
Sono incluse importanti opere realizzate da Boetti dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta, pubblicate sul suo catalogo ragionato, e ancora oggi presenti sul territorio spezino.
La mostra è realizzata con l’aiuto di Agata Boetti.
Alighiero Boetti (Torino 1940-Roma 1994) esordisce nell’ambito dell’Arte povera nel gennaio del 1967. Nel 1972 si trasferisce a Roma. Boetti ha esposto nelle mostre più emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969) a Contemporanea (1973), da identité italienne (1981) a The Italian Metamorphosis 1943-1968 (1994). È stato più volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale nell’edizione del 1 990, un omaggio postumo nel 2001 e con un’ampia mostra alla Fondazione Cini nella recente edizione del 201 7. Tra le mostre più significative degli ultimi anni è stata realizzata la grande retrospettiva Game Plan in tre prestigiose sedi: il MoMA di New York, la Tate Modern di Londra, il Museo Reina Sofia di Madrid. Dell’ampio corpus di opere molte sono conservate in diverse sedi museali italiane ed internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, Io Stedelijk Museum di Amsterdam, il MOCA di Los Angeles. La sua opera, nonché la sua figura d’artista hanno fortemente influenzato la generazione successiva e gli artisti di oggi, in Italia e nel mondo.
L’aspetto concettuale del processo artistico è fondamentale nell’approccio di Boetti che si orienta verso sistemi logici e concetti astratti per inventare continuamente nuovi modelli di conoscenza del mondo.
Nel suo Iavoro, di particolare rilievo concettuale è la tecnica del ricamo. Seguendo il proprio innato nomadismo culturale, nel 1971 compie un primo viaggio in Afghanistan, luogo che diventa la sua patria d’elezione. A Kabul avvia la lavorazione delle mappe del mondo, planisferi ricamati a mano dalle donne afghane, dove ciascuna nazione è indicata dalla relativa bandiera. La serie delle mappe costituisce un Iavoro in propress, in quanto ciascuna nuova mappa rispecchia i cambiamenti dell’ordinamento geo-politico, dovuti a guerre o rivoluzioni. In questo senso, il planisfero è un’immagine nella quale Boetti riconosce i princìpi, per lui fondamentali, dell’ordine e del disordine.
La tecnica a ricamo è alla base di numerose serie di opere tra cui quelle basate su frasi di varia natura ricamate con le più diverse combinazioni cromatiche.
Il gioco, implicito alle parole ricamate entro la squadratura delineata in superfici quadrate di diverse dimensioni, è un elemento fondamentale della sua pratica alla pari del segno. Il segno ripetuto a penna BIC con cui Boetti disegna gli aerei oppure il segno colorato con cui evoca la natura, è sempre volto a ri-”mettere al mondo il mondo”, per citare una sua celebre opera.