Arte povera

Il 27 settembre 1967 a Genova, presso la Galleria La Bertesca, Germano Celant (Genova, 1940 – Milano, 2020) presentò la mostra Arte povera Im-spazio; in quell’occasione coniò la definizione Arte povera  per indicare, come scrisse nel catalogo, il processo linguistico di alcuni artisti italiani che “consiste nel togliere, eliminare, ridurre ai minimi termini, impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi”.

Il progetto educativo Arte povera. La storia 1967-1971, curato da Ilaria Bernardi, intende celebrare il legame tra l’Arte povera e la Liguria, raccontando la storia di questo movimento artistico a partire dalla sua prima esposizione a Genova. Una cronologia, corredata da fotografie storiche, cita le mostre collettive tenutesi tra il 1967 e il 1971, da considerarsi cardine della storia dell’Arte povera, per sottolineare l’importanza di questo movimento presentato per la prima volta a Genova e che ha conquistato il mondo.

Il progetto adotta un taglio analitico e filologico, addentrandosi nella prima fase dell’Arte povera per restituire la vivacità e il dialogo esistenti tra quegli artisti tra il 1967 – anno in cui il termine Arte povera fu coniato da Celant – e il 1971 – anno in cui egli annunciò che quell’etichetta doveva scomparire per lasciare che ogni artista assumesse la propria singolarità.

Il progetto include anche il video-documentario Arte Povera, a cura di Beatrice Merz e Sergio Ariotti (Hopefulmonster, Torino, 2011).